SANTA SEDE: NOTA SULL’EVANGELIZZAZIONE, "IL DIRITTO DI UDIRE LA BUONA NOVELLA" (4)

Quanto alle "implicazioni ecumeniche", la Nota vaticana invita i cattolici, "esclusa ogni forma sia di indifferentismo e di confusionismo, sia di sconsiderata concorrenza, attraverso una comune — per quanto possibile — professione di fede in Dio e in Gesù Cristo di fronte alle genti" alla "cooperazione nel campo tecnico e sociale come in quello religioso e culturale", collaborando "fraternamente con i fratelli separati secondo le norme del Decreto sull’Ecumenismo". Dopo aver richiamato il caso non infrequente che "se un cristiano non cattolico, per ragioni di coscienza e convinto della verità cattolica, chiede di entrare nella piena comunione della Chiesa cattolica, ciò va rispettato come opera dello Spirito Santo e come espressione della libertà di coscienza e di religione", la Nota afferma che "in questo caso non si tratta di proselitismo, nel senso negativo attribuito a questo termine". Il documento si chiude con l’affermazione che "l’azione evangelizzatrice della Chiesa non può mai venire meno, poiché mai verrà a mancarle la presenza del Signore Gesù nella forza dello Spirito Santo secondo la sua stessa promessa". "L’annuncio e la testimonianza del Vangelo sono il primo servizio che i cristiani possono rendere a ogni persona e all’intero genere umano", afferma in chiusura la Nota.