DROGA: POLLO (PEDAGOGISTA SOCIALE), LA SOCIETÀ "NON ACCETTA LA DEBOLEZZA"” “” ” ” “” “

” “"Nella modernità le persone valutano se stesse in base alle prestazioni, e poco importa se per raggiungerle devono far ricorso a sostanze esterne". Così Mario Pollo, pedagogista sociale e docente alla Lumsa, commenta al Sir le parole pronunciate ieri da papa Benedetto XVI all’Angelus, quando ha stigmatizzato la ricerca di piaceri effimeri, anche mediante il ricorso alle droghe. Pollo evidenzia come, a fianco delle sostanze illegali, ve ne siano anche di legali, come gli psicofarmaci, "a cui diversi fanno ricorso per andare al di là dei propri limiti". "La droga – evidenzia – è diventata un’epidemia: promette un paradiso che poi si rivela un inferno", e se, per utilizzare le parole di un ex cocainomane, "prima la usi per funzionare meglio, poi ti serve per continuare a funzionare". In questa deriva, osserva il docente, "la società ha una forte responsabilità: non accetta la debolezza, la sconfitta, che la persona raggiunga la propria realizzazione all’interno del finito, del limitato". "Dare a qualcuno del perdente è l’insulto peggiore, segno che nella società odierna solo il vincente ha diritto di cittadinanza. Mentre la persona matura – conclude – è proprio colei che riconosce e accetta la propria debolezza".” “