"La Chiesa fa appello alla saggezza di chi porta la responsabilità di promuovere il bene comune" perché non è "sufficiente l’intenzione di opporsi ad una decisione profondamente negativa", come sarebbe l’istituzione di un registro delle cosiddette "unioni civili", per "giustificare un ordine del giorno che alla fine tende al medesimo risultato".” “E’ quanto ha scritto ieri il settimanale "RomaSette" (Avvenire) della diocesi di Roma, alla vigilia del voto nel consiglio comunale capitolino sulle “unioni civili”. Dopo aver sottolineato che la legislazione nazionale "non consente di riempire di contenuti dette proposte" che "trattano materie indisponibili alla competenza dei Comuni, rischiando invece di caricare di ulteriore pressione un problema complesso come quello della tutela dei diritti individuali" nell’editoriale si ricorda che questi "sono già regolati da norme presenti nell’ordinamento giuridico, o che possono essere regolati con altri specifici provvedimenti, senza ipotizzare forzature come il riconoscimento di nuove figure giuridiche alternative al matrimonio e alla famiglia". (segue)