” “"Essere fedeli al Papa non è un atteggiamento formale, che si colora di una foresta di aggettivi magniloquenti e di espressioni iperboliche quando si riferisce dei suoi interventi. I contenuti dei discorsi del Papa dicono di per sé già tutto: basta presentarli perché traspaiano nella loro essenziale efficacia, senza arricchimenti formali superflui". Lo ha dichiarato il nuovo direttore de L’Osservatore romano, Giovanni Maria Vian, in un’intervista rilasciata a Giuseppe Rusconi per il numero di dicembre de "Il Consulte Re", uscito ieri sera. "Benedetto XVI ha spiegato Vian – sta imprimendo al suo pontificato uno stile di semplicità e di sobrietà che, secondo me, accresce ancora l’importanza dell’annuncio della verità di Cristo". Vian ha anche spiegato alcune sue scelte editoriali: le pagine di politica estera sono aumentate perché "L’Osservatore romano ha da sempre una forte dimensione internazionale, perché il vescovo di Roma parla al mondo" e "l’autorità del Papa come leader mondiale, almeno morale, è ormai assodata". Per quanto riguarda l’inserimento del paginone centrale dedicato a "questioni di idee", Vian spiega: "Crediamo che facendo un ‘giornale di idee’ si possa accrescere l’interesse di tanti che possono influire per un verso o per l’altro sull’evoluzione della società".