Per la diocesi di San Severo, "la vera sfida della prostituzione non è sconfiggere il fenomeno ripulendo le strade ma vincere l’indifferenza della gente che guarda e passa oltre". Occorre, quindi, "potenziare le risposte sul territorio, creando strutture adatte, oltre a quelle già esistenti, luoghi di accoglienza delle donne sfruttate, consultori e centri di ascolto, iniziative che vanno lette nell’ottica di un rigoroso rispetto delle leggi". "Nel nostro territorio continua il comunicato – le leggi sono spesso latenti in quanto non trovano una reale applicazione, così come avviene in altre realtà d’Italia, come l’Emilia Romagna, che ha visto ripulite le strade grazie all’azione di apostolato di don Oreste Benzi, che si eresse a paladino in difesa dello sfruttamento della prostituzione, togliendo dalla strada molte donne vittime dello sporco fenomeno". Ad accompagnare il comunicato anche la lettera del direttore della Caritas diocesana di San Severo, don Francesco Armenti, nella quale rivolgendosi direttamente ad un’ipotetica prostituta spiega: "Non so se sai che prostituire è sinonimo di sostituire", perciò "siamo un po’ tutti prostituti e prostitute quando sostituiamo Dio con le nostre divinità, quando giudichiamo e condanniamo i ‘pubblici peccatori’ facendo finta di non conoscere i nostri peccati nascosti".