"Una causa lunghissima", quella per la beatificazione e la canonizzazione di Antonia Meo, detta "Nennolina" (Roma, 15 dicembre 1930 – 3 luglio 1937), la piccola "serva di Dio", dichiarata venerabile con decreto della Congregazione per le cause dei Santi promulgato ieri da Benedetto XVI. Silvia Correale, che ha seguito il processo di postulazione per conto dell’Azione cattolica come parte attrice, ne ha ricostruito i momenti fondamentali. "Già prima della morte di Nennolina, negli anni tra il ’33 e il ’35, alcuni consultori della Congregazione avevano studiato il tema della santità dei bambini", racconta Correale. Fu la fondatrice della Gioventù femminile dell’Ac, la venerabile Armida Barelli, a promuovere la causa di beatificazione della "beniamina" Nennolina, nel 1942. La causa fu affidata al postulatore padre Antonio Cairoli nel 1962. Ma, soltanto il 7 aprile 1968 fu istruito il processo presso il tribunale del Vicariato di Roma. Il corpo di Nennolina è sepolto nella chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, nei cui pressi abitava la famiglia della piccola romana, eroina di virtù cristiane vissute all’interno dell’associazione laicale, con energia e dedizione, nonostante la giovanissima età e la grave malattia, il tumore osseo che la condusse a morte prematura.