"Un grande successo, ma sarebbe ingenuo pensare che la moratoria esprima una riconversione al valore della vita" che occorre "riaffermare, in tutte le sue fasi, con pazienza e costanza". È il commento rilasciato al Sir, all’indomani della proclamazione all’Onu della moratoria universale sulla pena di morte, da Paola Ricci Sindoni, docente di filosofia all’Università di Messina. "Sembra paradossale osserva la studiosa – che l’indisponibilità della vita sia stata ‘riscoperta’ partendo proprio, quasi evangelicamente, dagli ultimi, dai condannati a morte. Anche se, ovviamente, non è stata la logica evangelica ad ispirare la straordinaria mobilitazione contro la pena capitale, il risultato conseguito è di grande valore spirituale, morale e civile". Da esso, sottolinea, "occorre ripartire affinché questa sensibilità alla vita si possa dilatare ad altri ambiti. Dai più ‘colpevoli’ agli innocenti allo stato puro: i milioni di persone vittime ogni giorno della fame, della miseria e della guerra". (segue)