TERRA SANTA: IL MESSAGGIO DI NATALE DEL PATRIARCA LATINO SABBAH (2)

” “Da qui il monito a Israele: "chi è forte, chi ha tutto nelle mani, chi impone l’occupazione all’altra parte, ha l’obbligo di vedere quel che è giusto per tutti e di avere il coraggio di compierlo". Altro nodo affrontato da Sabbah è quello dei visti: "un problema mai risolto, quello dei visti di ingresso nel paese per i preti, per i religiosi e le religiose che a causa della loro fede hanno in questa terra degli obblighi e dei diritti. Uno Stato in questo paese non è uno Stato come gli altri, ha dei doveri particolari che scaturiscono dalla santità di questa terra e dalla sua vocazione universale. Uno stato in questo paese deve capire che la terra gli è affidata per rispettarla e promuoverne la vocazione universale; deve quindi avere un’adeguata capacità di accoglienza". Circa la creazione di stati religiosi in Terra Santa, paventata da "taluni", Sabbah è fermo: "non possono essere stabiliti degli stati religiosi perché uno escluderebbe l’altro o metterebbe in condizioni di inferiorità i credenti delle altre religioni Ogni stato che esclude l’altro o discrimina chi è contro di esso non si addice alla terra fatta da Dio santa per tutta l’umanità. I capi religiosi e politici – conclude – devono sapere che la santità di questa terra consiste non nella esclusione dell’una o dell’altra religione, ma nella capacità di ogni religione di accogliere, rispettare e amare tutti coloro che abitano questa terra".” “