"Non c’è dubbio che c’è un pudore diffuso a ricordare le origini storiche del Natale": lo afferma Giovanni Bensi, presidente dell’Aimc (Associazione italiana maestri cattolici) della Toscana, in un servizio pubblicato su Toscana Oggi, il settimanale regionale d’informazione delle diocesi toscane (www.toscanaoggi.it). Il problema, per Bensi, non è religioso, ma culturale: "Parlare del Natale senza ricordare l’evento storico della nascita di Gesù è una grave lacuna, rischia di creare un vuoto che non si sa poi come potrà essere riempito". Per Bensi, "si è creato un clima in cui si temono le proteste di genitori che non vogliono che i loro bambini sentano neanche nominare Gesù. E allora, anche chi non ha sentimenti antireligiosi, finisce per farsi condizionare da questa minoranza, per giocare al ribasso, cercando di evitare le polemiche". In questo modo, però, "cosa ci resta? I regali, le luci, un vago buonismo… tutti aspetti che, mi pare, abbiano anche dal punto di vista educativo e culturale un valore molto minore". Il servizio di Toscana oggi prende spunto dalla lettera inviata ai giornali dal padre di un bambino che frequenta una scuola elementare di Firenze cui sarebbe stata negata la possibilità di disegnare Gesù bambino nelle decorazioni natalizie che la classe stava realizzando. (segue)