"Aderire allo spazio Schengen non è un’impresa facile chiarisce il vicepresidente della Commissione Franco Frattini, che ha seguito da vicino l’iter preparatorio, soprattutto in chiave di sicurezza delle frontiere -. Va riconosciuto l’enorme merito di questi Stati membri. Tutti i nuovi paesi Schengen hanno messo a punto avanzati sistemi di sicurezza" dei propri confini. Secondo gli esperti della Commissione, con questo provvedimento di estensione di Schengen (i primi accordi risalgono al 1985) "è previsto un aumento del turismo, con un impatto positivo sulle infrastrutture" e "i precedenti allargamenti ne hanno già dato prova. Ad esempio, alla frontiera tra Salisburgo e Berchtesgaden i cittadini beneficiano delle infrastrutture situate su entrambi i lati della frontiera, tra cui un vasto centro commerciale sul lato austriaco e uno spazio benessere su quello tedesco". "Rimuovere i controlli alle frontiere interne è anche una questione di fiducia tra gli Stati membri. Grazie a un rigoroso processo di valutazione tra pari, gli Stati membri garantiscono che ciascuno di essi sia attrezzato per controllare le frontiere esterne a nome di tutti gli altri e rilasciare visti validi per l’intera zona Schengen".