Anche il tema della salute, aggiungono, "è tra i più gettonati dai media italiani" perché si trova in ben 1200 articoli, nonostante "gli indicatori di salute dei minorenni italiani, se messi a confronto con quelli di altri Paesi europei, non sembrino indicare elementi di reale preoccupazione". Eppure i dati sono spesso "una chiave per drammatizzare sottolinea Enrico Moretti – e uno strumento per disegnare un profilo spesso artificioso, se non proprio inventato, dei nostri bambini". Ecco quindi comparire sulla stampa italiana quasi solo "bambini stressati o depressi oppure obesi", come se i bambini "normali" non esistessero. Secondo i curatori si tratta di "una strana schizofrenia: sono gli stessi giornali in cui le inserzioni pubblicitarie costruiscono all’opposto l’immaginario di un’infanzia incantevole…". L’immagine dei giornali, osservano, contrasta con la realtà, mentre "anche nel paesaggio urbano i bambini sono scomparsi, e non solo perché sono numericamente di meno, ma anche perché stanno reclusi in casa o transitano in città velocemente ingabbiati nelle automobili o sigillati in passeggini carenati". In questa "invisibilità dell’infanzia dalla scena comune", rilevano, "c’entra la paranoia dei genitori, ma pesa anche l’inospitalità dei luoghi pubblici, perché i bambini non possono stare in strada, o andare in bici, o giocare a pallone in giro, né scorazzare nei cortili".