Il servizio agli ammalati e alla società, ha osservato Benedetto XVI, "esige abnegazione e spirito di sacrificio. In ogni malato, chiunque esso sia, sappiate riconoscere e servire Cristo stesso; fategli percepire, con i vostri gesti e le vostre parole, i segni del suo amore misericordioso". Facendo riferimento all’Avvento, il Papa ha detto: "Gesù, che nel Natale è venuto tra noi e tornerà glorioso alla fine dei tempi, non si stanca di visitarci continuamente, negli eventi di ogni giorno. Ci chiede e ci avverte di attenderlo vegliando", poiché la sua venuta "sarà improvvisa e imprevedibile. Solo chi è desto non è colto alla sprovvista". Invitandoci a non essere "colti impreparati" come ai tempi del diluvio, cosa vuole farci comprendere il Signore, "se non che non dobbiamo lasciarci assorbire dalle realtà e preoccupazioni materiali sino al punto da restarne irretiti?". "Prepariamoci ad accogliere il Signore ha aggiunto – nel suo incessante venirci incontro negli eventi della vita, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia". "Il suo passaggio ha concluso, riprendendo la Spe salvi – è sempre fonte di pace e, se la sofferenza, retaggio dell’umana natura, diventa talora quasi insopportabile, con l’avvento del Salvatore ‘la sofferenza senza cessare di essere sofferenza diventa nonostante tutto canto di lode’".