DIOCESI: COLETTI (COMO), UN "ESAME DI COSCIENZA" SULLO "STILE DI ACCOGLIENZA"

” “Siamo ancora "capaci di cogliere l’essena del disagio e della sofferenza che ogni giorno vediamo attorno a noi"? A chiederselo è il vescovo di Como, mons. Diego Coletti, in una riflessione – pubblicata su "Il Settimanale della Diocesi di Como" – a partire dalla tragica morte per stenti, avvenuta due settimane fa, di un clochard di Como, Angelo Di Giuseppe, 54 anni. "Presi da mille impegni – scrive il vescovo – corriamo il rischio di abituarci alla miseria e restiamo immobili davanti alla povertà, che oggi, invece, è molto mobile, in continua evoluzione, mentre noi non riusciamo più a mettere la ‘persona’ al centro delle nostre attenzioni". "Le nostre comunità, le nostre comunità, le nostre parrocchie, le nostre case – ammonisce il presule – dovrebbero essere davvero luoghi di accoglienza, di dialogo e di ascolto. Per tutti. Un’accoglienza che non si limita ad arginare l’emergenza, ma che diventa stile i vita, tanto da portare ad una profonda conversione dei cuori". Di qui la necessità di "un buon esame di coscienza", a partire dalla consapevolezza che "ognuno è chiamato a fare la propria parte e a cogliere la sfida di vederci impegnati nel mondo, per partecipare alla costruzione e al rispetto della dignità e della liberà per tutti gli uomini, per riaccendere nella loro vita quella speranza di cui ci parla Benedetto XVI".