"Le elezioni russe del 2007 non si sono svolte in un’atmosfera imparziale". È la conclusione cui sono giunti i 70 osservatori inviati da Consiglio d’Europa e Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), tutti parlamentari, provenienti da 28 paesi: la delegazione era guidata da Luc van den Brande, dell’Assemblea parlamentare CdE e da Göran Lennmarker, esponente dell’Assemblea Osce. "Le votazioni erano state ben organizzate hanno spiegato oggi a Strasburgo i responsabili della missione -. Tuttavia, lo scrutinio si è svolto in un’atmosfera che ha seriamente limitato la competizione politica, in cui gli abusi delle risorse amministrative sono stati frequenti e la copertura mediatica era principalmente a favore del partito al potere". Le critiche degli osservatori si sono soffermate in particolare sui seguenti punti: "la fusione dello Stato con un partito politico è un abuso di potere e una chiara violazione degli standard e degli impegni internazionali"; "i mass media si sono dimostrati ampiamente a favore del presidente Putin e del partito al potere, Russia Unita"; "a causa del nuovo codice elettorale, per i partiti nuovi e per i partiti minori è estremamente difficile svilupparsi e competere". Infine, "diversi rapporti testimoniano molestie nei confronti dei partiti dell’opposizione". (segue)