” “"Partire dalle esperienze concrete che i giovani vivono e vedono attorno a loro per mostrare come il messaggio che emerge dall’enciclica non è astratto, ma dà una risposta valida per queste realtà". Don Tonino Lasconi, parroco a Fabriano ed esperto di questioni giovanili, rileva come sia difficile per i giovani avvicinarsi alla lettura della "Spe salvi", la seconda Enciclica di papa Benedetto XVI firmata venerdì scorso. "Loro spiega sono abituati ai messaggi urlati della televisione, perciò per avvicinarli al testo del Papa serve una mediazione da parte di chi sta loro vicino, a seconda della loro età e del contesto in cui vivono. Per un giovane universitario, infatti, non si possono usare gli stessi strumenti di mediazione validi per un ragazzo delle superiori, e viceversa". Ma, soprattutto, Lasconi indica come tale mediazione debba partire proprio "dalle istanze e dalle domande che ci sono nei giovani, le quali scaturiscono ad esempio dai fatti di cronaca come Garlasco o Perugia, dove un ragazzo vede coinvolti suoi coetanei dall’apparenza «perbene» e si pone delle domande". I giovani, infatti, conclude il sacerdote, "si possono interessare all’enciclica solo se la vedono come una risposta, anche difficile, alle loro domande", in grado di "parlare la loro lingua".” “