BENEDETTO XVI: UDIENZA, "LA CHIESA È UNICA", CRISTO "VERO DIO E VERO UOMO" (2)

Un pastore "capace di parlare alla sua gente con un linguaggio fresco, colorito e incisivo": è un altro tassello del ritratto papale di san Cromazio, che "pur non ignorando il perfetto ‘cursus’ latino, preferisce ricorrere al linguaggio popolare, ricco di immagini facilmente comprensibili". "In un periodo burrascoso come il suo, funestato dalle scorrerie dei barbari – ha fatto notare Benedetto XVI – egli sa mettersi a fianco dei fedeli per confortarli e per aprirne l’animo alla fiducia in Dio che non abbandona mai i suoi figli". Di qui l’attualità di un’esortazione di Cromazio, secondo il Santo Pare ancora "perfettamente valida". E’ quella in cui il vescovo di Aquileia, in un suo Sermone, prega "di liberarci da ogni incursione dei nemici, da ogni timore degli avversari". "Non guardi i nostri meriti, ma la sua misericordia – recita la preghiera di Cromazio – lui che anche in passato si degnò di liberare i figli di Israele non per i loro meriti, ma per la sua misericordia. Ci protegga con il solito amore misericordioso, e operi per noi ciò che il santo Mosè disse ai figli di Israele: Il Signore combatterà in vostra difesa, e voi starete in silenzio. È lui che combatte, è lui che riporta la vittoria… E affinché si degni di farlo, dobbiamo pregare il più possibile". Molto probabilmente Cromazio morì in esilio, a Grado, mentre cercava di scampare alle scorrerie dei barbari, nel 407.