Amnesty International osserva "con preoccupazione" come "molti degli impegni che la Cina ha assunto nel 2001, circa lo sviluppo dei diritti umani in vista delle olimpiadi, non siano stati realizzati". Tra le tante realtà che sponsorizzano i giochi, ha sottolineato stamani Paolo Pobbiati, presidente della sezione italiana di Amnesty, presentando la campagna mondiale sul rispetto dei diritti umani in Cina, l’associazione umanitaria si pone come "uno sponsor alternativo", "sponsor dei diritti umani per le olimpiadi di Pechino 2008". Pobbiati ha denunciato il silenzio del Coni, che "non ha voluto prendere in considerazione la nostra richiesta di collaborazione", rifiutando persino d’incontrare i responsabili dell’associazione. Tale posizione è analoga a quella assunta da altri comitati olimpici nazionali nei confronti delle sezioni di Amnesty nei rispettivi Paesi. "Nella carta olimpica vediamo come olimpiadi e diritti umani siano temi strettamente connessi, ma questi principi ha concluso Pobbiati non devono essere solo un vessillo da sventolare all’apertura dei giochi, bensì richiedono un impegno concreto".