"I giovani hanno l’istinto di ciò" che "è vero, autentico e coerente. Hanno desiderio di questo", e "voi ha osservato il card. Bagnasco rivolgendosi ai docenti dell’Università Cattolica di Roma – siete insegnanti", ma "siete anche maestri di vita". Il presidente della Cei ha quindi rammentato che "Dio chiede a noi, dentro ai nostri doveri, di fare non solo il meglio, ma tutto il nostro meglio per cercare, costruire, risolvere". Solo allora "la dignità dell’uomo, la sua libertà e intelligenza sono non solo rispettate ma colmate". Ciò significa, ha spiegato, "ricordare che non si comprende solo con la ragione o con l’intelligenza, se pure acuta, ma con tutto noi stessi"; per studiare "è necessario non solo indagare e applicarsi con rigore e metodo, ma anche coltivare la dimensione spirituale e quella morale. E’ a questo livello che si fa sintesi delle conoscenze e delle esperienze, superando il rischio del nozionismo e della semplice cronaca". La verità "è esigente, non si concede ad animi rozzi anche se intelligenti; si ritrae da chi le si avvicina con arroganza e in modo puramente strumentale; trattiene per sé i segreti più profondi". Di qui l’auspicio conclusivo a "curare l’unità interiore attraverso quella tensione spirituale ed etica che dà forma e unità alla ricchezza della persona".