CALABRIA: PER LA PRIMA VOLTA UNA MESSA NEL TRIBUNALE DI CASTROVILLARI

"Coniugare potere e giustizia è l’impresa che segna il progredire o il regredire della civiltà in ogni aspetto della convivenza. Un’impresa mai definitivamente conclusa, perché il potere è una realtà dai mille volti, dalle forme spesso occulte e sempre mutevoli, facilmente sfuggente ad ogni controllo". Lo ha detto questa mattina mons. Vincenzo Bertolone celebrando una messa nel Tribunale di Castrovillari per la prima volta nella storia. Oggi – ha aggiunto il presule "si perde la moralità e si sostituisce ad essa il successo come unità di misura etica. Chi riesce a prevalere con la forza o l’inganno, l’abilità o l’applauso, conquista la ragione e dunque si crede nel giusto. Le coscienze perdono così il senso vero della giustizia, pervertendosi". Per questo "urge sollecitare l’educazione della coscienza personale, propria ed altrui: la persona rigenerata da Dio deve coltivare un’attiva fame e sete di giustizia. Bisogna garantire e ricercare le condizioni affinché la coscienza individuale maturi nella capacità di avvertire il senso ed i valori del vivere". Ad avvocati e giudici mons. Bertolone ha detto di comprendere "quanta sofferenza e responsabilità richieda il compiere" il loro lavoro "ma – ha aggiunto – non pensate di essere soli. Lasciatevi guidare da Dio, al quale dovete la vostra capacità di giudizio, perché vi aiuti a valutare caso per caso, secondo una legge autenticamente".