Le donne restano ai margini del mercato del lavoro in misura molto superiore rispetto agli uomini. Nella fascia d’età tra i 25 e i 54 anni, quella che corrisponde alla principale tranche di vita professionalmente attiva, le femmine inoccupate erano addirittura il 23,6% nel 2006 (ultimo dato disponibile), contro l’8,1% dei maschi. Il dato viene confermato da una indagine di Eurostat sull’occupazione in Europa, dalla quale emerge un’altra osservazione: "Le responsabilità familiari sono la principale ragione che situa le donne al di fuori del mercato del lavoro". In questo senso vengono considerate per responsabilità familiari spiegano gli esperti dell’Ufficio statistico della Commissione – il matrimonio e gli impegni domestici, le gravidanze e la cura dei figli, la cura di un membro della famiglia gravemente malato. I numeri presentati da Eurostat si differenziano tra paese e paese. "Nell’Ue27 il tasso di inattività femminile è più debole in Danimarca, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Austria, Regno Unito". Lo stesso dato, che segnala la percentuale di donne che non lavorano, per scelta o per necessità (o che lavorano in nero), è ai massimi livelli in Romania, Bulgaria, Repubblica ceca, Grecia, Italia, Lituania e Ungheria.