Dopo la recita dell’Angelus, Benedetto XVI, tra i saluti in varie lingue, in francese ha manifestato l’auspicio che "ogni malato possa trovare presso i fratelli il sostegno spirituale di cui ha bisogno per affrontare il tempo della prova e per guardare a Dio con fiducia, nella certezza che tutta la vita e quella dei malati in particolare è nelle sue mani". In inglese un saluto particolare ai direttori di musica giunti dagli Stati Uniti in rappresentanza dell’Associazione nazionale di musicisti pastorali. In polacco, ha rivolto l’invito ad invocare Maria, quale "Salute dei malati", per "riuscire a vedere sempre in tutti i malati il volto stesso di Cristo sofferente". In italiano, ha menzionato tra i pellegrini i giovani di Altamura e i fedeli provenienti da Verona, Grottammare e Alberoro.