"Si avverte l’urgenza di riflettere sulla legge naturale e riscoprire la verità comune a tutti gli uomini". Fare il bene, non fare il male: è "il principio da cui scaturiscono tutti gli altri diritti e doveri". Come il rispetto per la vita umana, la ricerca della verità, il rispetto della libertà reciproca, la giustizia, la solidarietà. Queste le parole del Santo Padre, questa mattina, all’udienza con i partecipanti al convegno internazionale "La legge morale naturale: problemi e prospettive", in corso, fino a mercoledì 14, alla Pontificia università Lateranense. "Si tratta di norme assolute, inderogabili e cogenti, che non ammettono deroghe da nessuno, perché precedono ogni altra legge umana". Oggi, "purtroppo ha continuato Benedetto XVI c’è un diffuso relativismo giuridico, fondato sul positivismo, che produce scelte legislative di compromesso tra interessi particolari". In questo contesto, ha detto il pontefice, "la legge morale naturale è un baluardo dalle derive e dagli arbitri di potere". "Non tutto ciò che è possibile è anche lecito", ha detto il Papa. Occorre, dunque, "far progredire la coscienza morale", poiché "non c’è progresso umano senza il progresso morale".