"Proclamare il diritto con fermezza" è l’espressione posta a introduzione di questo convegno, che sollecita alcune riflessioni, a partire dal primo canto del servo di Jahvè. Con queste parole, mons. Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense (Pul), ha introdotto la prima giornata del convegno internazionale "La legge morale naturale: problemi e prospettive", in corso all’ateneo (fino a mercoledì 14). "Il testo biblico pone al centro la missione del servo – ha detto mons. Fisichella – i cui contenuti sono il fondamento della nuova alleanza con Dio". La modalità di servizio è la "mitezza", lo stile pacato di chi "non alza la voce", che "non contrasta affatto con la fermezza con la quale è chiamato a svolgere la sua missione", da affrontare "con coraggio" e "senza tentennamenti". Il diritto"nella concezione biblica non si limita alla sola legge", ma è "concepito come un ordine di Dio nel creato". Qui entra il tema della "legge naturale", oggi "dimenticato" – ha continuato il rettore della Pul – e "ciò ha impoverito la ricerca scientifica e i comportamenti umani". La natura è stata ridotta a "materia manipolabile". Le azioni che seguono i desideri sono "private della libertà e cadono nell’arbitrio". "Non si sono salvati da questa debolezza neppure diversi Parlamenti – ha concluso mons. Fisichella – che hanno legiferato prescindendo da quanto inscritto nella legge della natura e giungendo perfino a giustificare comportamenti in netto contrasto con essa".