” “”Attraversiamo insieme il deserto. Di deserto in deserto, andiamo oltre la foresta delle fedi, liberi e nudi verso il Nudo Essere. E là dov’è anche la parola amore, abbia fine il nostro cammino”. Si è concluso con questi versi di padre David Maria Turoldo, indirizzata al “fratello ateo nobilmente pensoso”, l’intervento di mons. Gianfranco Ravasi, prefetto della Biblioteca Pinacoteca Ambrosiana, al Convegno nazionale dell’Opera Romana Pellegrinaggi, in corso a Roma (fino a domani) sul tema: “Cammini d’Europa”. Il “pellegrinaggio da proporre anche all’ateo”, secondo il biblista, è quello che consiste “nell’andare a cercare insieme il Nudo Essere, cioè il senso ultimo, il mistero che è all’interno dell’uomo, la trascendenza che l’uomo ha dentro di sé. Solo così il pellegrinaggio diventa accessibile anche all’ateo”. “Il primo nome con cui vengono chiamati i seguaci di Cristo lo ha ricordato Ravasi – non è cristiani, ma ‘i seguaci della via’, che vivono la grande esperienza del pellegrinaggio escatologico”. “L’esperienza umana è sostanzialmente uno sbagliare strada e ritrovare la strada giusta”, ha infine osservato Ravasi, per il quale “l’uomo biblico è l’uomo che vive la sua esperienza esistenziale, nel bene e nel male, e che la rappresenta come un antipellegrinaggio e un pellegrinaggio”. ” “