"L’autoregolamentazione delle aziende del settore con il codice Pegi aggiunge oli – può essere utile, ma sicuramente insufficiente senza il controllo di un organismo ‘terzo’, munito di poteri di indirizzo e sanzionatori. Il videogioco, come tutti i media, non deve essere un problema, ma offrire opportunità positive per la crescita del minore, come in alcuni casi già succede". Un primo passo, conclude Isabella Poli, "può essere l’istituzione di una commissione di revisione videogiochi, sul modello della commissione già esistente per il cinema, dove siano rappresentati in modo paritetico i produttori di videogiochi, le istituzioni e gli utenti". Nel corso dell’incontro con la presidente della Bicamerale Serafini, il Centro studi minori e media, che ha promosso recentemente a Firenze un convegno sul Garante dell’infanzia, figura attualmente presente solo in tre Regioni italiane (Marche, Veneto e Friuli Venezia Giulia), ha anche sollecitato l’istituzione del Garante nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza e di una Conferenza dei Garanti regionali. Inoltre il Centro ha presentato alla presidente Serafini il suo piano di lavoro per i prossimi mesi, preannunciando un’indagine sul rapporto tra minori e telefonia mobile.