DICO: MONS. ZENTI (VITTORIO VENETO), "A NESSUNO È LECITO SCENDERE A COMPROMESSI SULLA FAMIGLIA" (2)

L’articolo uno del ddl sui Dico, di fatto, per il vescovo di Vittorio Veneto, “mette il sigillo di autenticazione di realtà sociale e civile alle convivenze affettive”, in modo che esse “non solo vengono permesse ma anche riconosciute e approvate nella loro configurazione di identità pubblica, sociale e civile”, sia pure “a determinate condizioni”. Cosa più grave,”la configurazione che esce da questo parto è di fatto non radicalmente dissimile dall’identità della famiglia. Se non vera concorrente, alternativa, ne è almeno una brutta copia”. Il problema allora “non è solo di natura giuridica, ma soprattutto culturale e persino orientativo di una cultura”, scrive il vescovo, per il quale “di fatto una simile prospettiva è dannosa specialmente per le nuove generazioni, invogliate a imboccare la scorciatoia delle convivenze affettive, che appaiono più al passo con i tempi della modernità, piuttosto che la strada, assai più nobile ma anche molto più impegnativa, del matrimonio”. In questo contesto, osserva Zenti, “la posta in gioco è il futuro della società civile”, sul quale “come vescovi interveniamo in quanto cittadini italiani e voce della Chiesa e del buon senso dei nostri fedeli".