Tra le ragioni che portano a dichiarare la nullità del vincolo del matrimonio al primo posto c’è "la fragilità delle giovani coppie", sempre più incapaci "di emettere un vero e libero consenso e di farsi carico degli impegni essenziali del matrimonio". È quanto risulta dai dati del Tribunale ecclesiastico regionale emiliano, di cui si è aperto oggi ufficialmente l’anno giudiziario. Mons. Vittorino Tazzioli, vicario giudiziale, ha sottolineato come il numero delle cause svolte e delle sentenze "non sia mai stato così alto" come nel 2006: 383 (erano 365 l’anno prevedente) le cause trattate complessivamente, 244 quelle espletate. Molte sentenze fanno riferimento ai commi 2 e 3 dell’art. 1095 del Codice di Diritto Canonico: "Le cause definite affermative per l’esclusione della prole ha informato mons. Tazzioli sono 127, in aumento dallo scorso anno, e ciò sottolinea l’assenza di apertura alla vita. Per 97 cause la sentenza affermativa nasce dall’esclusione dell’indissolubilità del vincolo: si rifiuta l’impegno nel per sempre, la responsabilità che il matrimonio prevede".