"Non ho mai collaborato con i servizi di sicurezza del regime comunista. Non ho mai sottoscritto alcun impegno di collaborazione, non ho mai accettato né regalie né compensi". È quanto ha dichiarato ieri mons. Józef Michalik, presidente della Conferenza episcopale polacca e arcivescovo di Przemysl, dopo essere stato informato dalla Commissione storica ecclesiale di essere stato annotato con lo pseudonimo Zefir (Zefiro), nel 1975, nei registri dei collaboratori del regime comunista dai quali è stato cancellato nel 1978. "Ho sempre insegnato ha dichiarato pubblicamente mons. Michalik – che bisogna stare nella verità. Non ho mai fuggito la verità, e proprio per questo oggi l’affermo apertamente. Bisogna cercare la verità anche sopportando le diffamazioni". L’arcivescovo ha poi aggiunto: "Questo per me è un momento di prova. Ho sempre pensato di essere stato vigile rispetto ai sotterfugi adottati dai funzionari del regime comunista". Mons. Michalik ha detto di essere stato avvicinato, per la prima volta, dai funzionari dei servizi di sicurezza nel 1961, quando ancora era alunno del seminario. Di questo tentativo d’intimidazione ha immediatamente informato il parroco e il rettore del seminario. (segue)