POLONIA: MONS. MICHALIK (PRESIDENTE DEI VESCOVI), "NON HO MAI COLLABORATO CON IL REGIME COMUNISTA" (2)

Mons. Michalik ha dichiarato di non essere mai stato informato della registrazione come collaboratore. Come non lo è stato nel momento della cancellazione dal registro, avvenuta (nel 1978) in concomitanza con la sua partenza per Roma. Come possibili circostanze della registrazione (1975), mons. Michalik ha citato il dispositivo interno dei servizi di sicurezza, in vigore dal 1973, che permetteva di annotare nei registri di collaboratori delle persone anche a loro insaputa. L’arcivescovo ha ricordato di aver rifiutato un qualunque contatto con i funzionari dei servizi, in occasione del rilascio del passaporto per il viaggio a Roma nel 1978, e ha affermato di non essere stato sollecitato apertamente dai funzionari con richieste di collaborazione in alcun’altra occasione. La Commissione storica ha stabilito che mons. Michalik è stato registrato come collaboratore dei servizi di sicurezza comunisti ma, nella documentazione (parziale) conservata presso l’Istituto di memoria nazionale, non vi sono tracce di alcuna sua azione concreta. Non vi sono documenti che confermerebbero degli eventuali contatti. Il carteggio di mons. Michalik è incompleto in quanto gran parte della documentazione dei servizi di sicurezza comunisti è andata distrutta dopo la caduta del regime nel 1989.