"La Carta ecumenica è fondamentale per il dialogo tra le Chiese, ma vi sono altri elementi comuni, come la necessità di compiere gesti concreti di avvicinamento, diversi da una nazione all’altra ma simili nella finalità": è quanto è emerso, stamattina, sul cammino svolto finora a livello locale verso Sibiu, durante il terzo incontro di preparazione all’Assemblea ecumenica europea (Aee3), in corso a Wittenberg (Germania). "Non solo si può già vedere ciò che ci unisce, ma occorre anche operare per vincere la tentazione al ripiegamento", ha osservato mons. Vincenzo Paglia, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, che ha proposto di estendere l’esperienza italiana della Giornata per la salvaguardia del Creato, "da celebrare in uno stile ecumenico". Dalla Francia alla Polonia, il desiderio delle Chiese cristiane è prendersi realmente a cuore le situazioni degli uomini e donne dell’Europa di oggi. "Nonostante rimanga il doloroso problema della separazione eucaristica ha sottolineato padre Heikki Huttunen della Chiesa ortodossa finlandese – il percorso di integrazione è comunque da percorrere, con atteggiamenti di rispetto, gioia e rinnovamento". Nella concretezza delle relazioni, ha osservato suor Jolanta Galach del Consiglio ecumenico bulgaro, "un cammino serio parte dall’amicizia".