Per un cristiano l’amore verso i nemici non è una "tattica" ma un modo di essere coerente con la radicalità della rivoluzione del Vangelo: lo ha detto, ieri mattina, il Papa all’Angelus. "Amate i vostri nemici": commentando il Vangelo di ieri, Benedetto si è chiesto: "Perché Gesù chiede di amare i propri nemici, cioè un amore che eccede le capacità umane?" In realtà, ha evidenziato, "la proposta di Cristo è realistica, perché tiene conto che nel mondo c’è ‘troppa’ violenza, ‘troppa’ ingiustizia, e dunque non si può superare questa situazione se non contrapponendo un ‘di più’ di amore, un ‘di più’ di bontà, ma "questo ‘di più’ viene da Dio: è la sua misericordia, che si è fatta carne in Gesù e che sola può ‘sbilanciare’ il mondo dal male verso il bene, a partire da quel piccolo e decisivo ‘mondo’ che è il cuore dell’uomo". Giustamente, ha aggiunto il Papa, "questa pagina evangelica viene considerata la ‘magna charta’ della nonviolenza cristiana, che non consiste nell’arrendersi al male secondo una falsa interpretazione del ‘porgere l’altra guancia’ ma nel rispondere al male con il bene, spezzando in tal modo la catena dell’ingiustizia". (segue)