” “Un "tassello importante" per capire la parte svolta nei preliminari e nell’avvio del Concordato tra Stato e Chiesa. Così don Aurelio Fusi, capo ufficio stampa dell’Opera don Orione, definisce la lettera che don Orione scrisse, firmò e invio di proprio pugno a Mussolini, il 22 settembre 1926, per chiedere un rasserenamento dei rapporti tra Chiesa e Stato. "Penso che Vostra Eccellenza, se vuole, può, col divino aiuto, finire l’amaro e funesto dissidio che è tra la Chiesa e lo Stato", si legge nel documento d’eccezione, conservato nell’archivio generale della Congregazione orionina e diffuso oggi, anniversario dei Patti Lateranensi, firmati l’11 febbraio del 1929. "Trovi una base ragionevole, e proponga una soluzione", prosegue san Luigi Orione rivolto al Duce. "Don Orione spiega Fusi è stato tra i primi ad intuire, nel 1923, che il nuovo clima politico nazionale avrebbe potuto chiudere la controversia tra Stato e Chiesa". La Santa Sede, inoltre, "volle affidare, ad un sacerdote di fiducia e di riconosciuto valore morale nell’opinione pubblica, un chiaro messaggio al governo italiano senza impegnare la propria autorità". Di fatto, a pochi giorni da quella lettera le trattative vennero dichiarate ufficiali ed iniziarono i lavori. ” “