"Il matrimonio e la famiglia sono di importanza fondamentale per il bene comune; la decisione di sposarsi è una decisione ardua; il matrimonio e la famiglia sono oggi particolarmente insidiati nella loro preziosità etica anche da un diffuso utilitarismo": lo ha detto l’arcivescovo card. Carlo Caffarra, all’interno di una lunga riflessione sul valore della famiglia apparsa ieri sul settimanale “Avvenire Bologna 7”. Ha poi formulato una ipotesi: "Lo Stato offre una via alternativa per avere quei beni che fino ad ora erano concessi a chi era sposato, un’alternativa che non richiede gli impegni propri del matrimonio. Quale sarà il risultato? Almeno due: un’ulteriore conferma della mentalità utilitarista e quindi un forte indebolimento dell’istituto matrimoniale rispetto alle ideologie ad esso ostili. In una parola: il bene comune è seriamente compromesso". Per Caffarra, quindi, "in una società in cui la norma utilitarista sta pervadendo sempre più profondamente la coscienza, offrire un’alternativa alla famiglia, nel senso che i beni propri di essa si possono raggiungere senza gli impegni che essa comporta, obiettivamente significa persuadere le persone a scegliere secondo la norma utilitarista". Ha poi concluso ricordando che la Chiesa agisce e interviene perché vuole "prendersi cura della nostra umanità".