DICO: MONS. TINTI (CARPI), "GRAVE IL RICONOSCIMENTO DI SITUAZIONE ALTERNATIVE"

” “"Sarebbe grave un riconoscimento da parte dello Stato di situazioni alternative che indeboliscono l’istituto matrimoniale, legittimando l’individualismo ed esasperando l’utilitarismo rispetto ad una scelta che invece coniuga libertà e responsabilità". Ad entrare nel dibattito attuale sui Dico, il ddl governativo sulle convivenze che attende l’imminente responso del Parlamento, è mons. Elio Tinti, vescovo di Carpi, Elio Tinti, secondo il quale "il progressivo calo dei matrimoni religiosi e civili e l’aumento delle separazioni dovrebbe far riflettere, non solo la Chiesa, ma anche chi ha responsabilità politiche". Di qui la necessità di chiedersi "qual è il vero bene della nostra società": "riconoscere la specificità della famiglia, la cui unicità deriva dall’essere fondata sul matrimonio, e adoperarsi per promuoverla e sostenerla, oppure legittimare altre forme di convivenza con uno status giuridico analogo?". In particolare, per il presule "è opportuno respingere il tentativo di ricondurre la famiglia naturale, l’unione di un uomo e di una donna orientata alla generazione dei figli, ad un contenuto della sola fede cristiana", facendo invece "ogni sforzo" per "rafforzare la famiglia come nucleo sociale fondamentale in forza del contributo che essa offre per la generazione e l’educazione dei figli" e la "cura delle persone". ” “