TERRA SANTA: VERTICE GERUSALEMME, CINGOLI (CIPMO) "ASSORDANTE SILENZIO DELL’EUROPA" (2)

” “Nel vertice Olmert e la Rice "hanno dovuto scegliere un atteggiamento più interlocutorio, in base a due considerazioni: non esiste un altro interlocutore palestinese in grado di sostituirsi a Abu Mazen: il Presidente dell’Anp da lungo tempo dichiara di accettare le tre condizioni, e la sua posizione contro violenza e terrorismo è nota" e soprattutto "una ripulsa netta degli accordi della Mecca potrebbe costituire un oltraggio al Re saudita, Abdullah, che li ha promossi e garantiti, e un indebolimento evidente per quell’asse dei paesi arabi moderati e sunniti, che si contrappone all’aggressiva crescita dell’onda sciita, che fa perno sulla emergente potenza iraniana". Gli accordi della Mecca, spiega Cingoli, "impegnano il governo al rispetto dei trattati pregressi; in tali trattati è previsto il riconoscimento esplicito di Israele; è espressa la disponibilità a rinunciare agli attacchi armati dentro lo Stato ebraico e comunque ad una tregua di lungo periodo nella lotta armata". Far cadere quegli accordi "significa precipitare il popolo palestinese nella guerra civile, e comunque segnare la fine politica di Abu Mazen".” “