MIGRAZIONI: CONVEGNO CUM/CEI/USMI, "RELAZIONE E COMUNIONE CON LO STRANIERO"

"La preparazione della società italiana a un approccio multietnico" e "una visione dell’immigrazione come un’opportunità culturale, anziché come un problema di polizia" sono i presupposti per una "politica dell’integrazione con qualche possibilità di successo". E’ quanto ha detto questo pomeriggio suor Domenica Scalera del Celips (Centro cultura e lavoro dell’Istituto preziosissimo sangue), intervenendo a Verona al seminario di studio sul tema "La mobilità umana e il convegno ecclesiale di Verona" promosso dal Cum, dalla Fondazione Migrantes della Cei e dall’Usmi, (da oggi fino al 24 febbraio). "La Chiesa del Paese d’accoglienza deve sentirsi interessata e mobilitata nei confronti dei migranti" in un’ottica che consideri il migrante "non solo un destinatario di servizi, ma un interlocutore attivo" ha detto ancora suor Scalera. Per la religiosa, tale prospettiva "obbliga ad avviare un percorso d’attenzione, riflessione e azione che porti a pensare in modo nuovo il rapporto tra diritti, doveri e forme d’appartenenza, cercando di costruire nuovi equilibri fra tradizione e cultura". "Superata la questione dello straniero da accogliere – ha concluso suor Scalera -, ora dobbiamo porci quella dell’entrare in relazione e in comunione con chi ha deciso di restare tra noi".