DIRITTO ALLA VITA: CARD. BARRAGAN, LA VERITÀ CRISTIANA E LE ALTRE CULTURE

“La soggettivizzazione della coscienza è un grave errore della nostra epoca”, ha detto ancora il card. Barragan, richiamando alcuni scritti dell’allora card. Ratzinger. “Oggi – ha aggiunto – si tende alla canonizzazione del soggettivismo relativista, che non risponde ad istanze superiori di tipo teologico–spirituale. Ma l’identificazione della coscienza con il conoscere superficiale non libera ma rende schiavi”. Secondo il presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, il cristianesimo ha un ruolo determinante da svolgere a livello culturale in quanto “la verità cristiana supera tutte le culture ma non le esclude. Il cristianesimo, anzi, non è propriamente una cultura europea o semitica, ma in realtà è un disinstallarsi da qualsiasi cultura”. “Grazie alla sua partecipazione nella filiazione divina, il cristianesimo trascende le categorie temporali e spaziali. In questa luce, il ruolo del magistero della Chiesa è di illuminare continuamente la vita. La coscienza cristiana si manifesta nelle varie componenti del popolo di Dio nella sua totalità, così che il compito del magistero è di discernere i vari carismi”, affidandosi al tempo stesso “al medesimo Spirito che agisce per ampliare e unificare la Chiesa”.