Nel Nuovo Testamento "l’orizzonte si sposta ulteriormente ha spiegato don Barbi – perché va dall’accoglienza che Gesù riserva e chiede per lo straniero, alla integrazione degli stranieri-pagani nella Chiesa, comunità della salvezza, fino alla coscienza di estraneità che le prime comunità sperimentano rispetto all’ambiente circostante che le osteggia e al mondo stesso che esse avvertono come la loro non stabile dimora". Durante la mattinata e nel pomeriggio sono stati presentati alcuni settori di Migrantes circensi e fieranti, nomadi, marittimi e aeroportuali – e la realtà oggi in Italia mentre don Marco Campedelli, della diocesi veronese, ha trattato il tema "Dialogare per convivere". Oggi ha detto – si vive una "mancanza di stupore" che "ci impedisce di annunciare il Vangelo nell’accoglienza dello straniero": lo "stupore è il presupposto per una apertura e un dialogo verso l’altro". Domani le conclusioni del seminario con una relazione sul tema "L’emigrazione italiana e la pastorale dei Migranti" affidata a don Canuto Toso, direttore dell’Ufficio pastorale per le migrazioni della diocesi di Treviso.