In Guatemala la Caritas italiana è presente con i caschi bianchi, ossia giovani che vivono a fianco delle comunità indigene nel Petén, nella diocesi di San Marcos. “Ci riferiscono in continuazione delle sofferenze per le ingiustizie presenti in quelle terre – racconta Beccegato -. Non dimentichiamo che l’America Latina è il subcontinente dove la differenza tra ricchi e poveri è più marcata”. Nel Paese centro-americano la situazione è inoltre aggravata dall’impunità nei confronti dei responsabili del genocidio che ha ucciso in 36 anni di conflitto civile oltre 200.000 persone. “Menchù si è sempre battuta contro l’impunità – ricorda -. Forse ci potrebbero finalmente essere le premesse, come è avvenuto in altri Paesi, per creare una Commissione nazionale per riportare giustizia, non lasciando completamente impuniti quei crimini orrendi”. In Bangladesh, invece, uno dei Paesi più poveri dell’Asia, anche a causa delle ricorrenti calamità naturali e i postumi di una guerra fratricida con il Pakistan “da anni stiamo lavorando sulla prevenzione dei disastri, sulla sanità di base e sul microcredito conclude Beccegato -. È un popolo estremamente laborioso, che con poche risorse riesce a far fruttare evangelicamente i talenti. Yunus in questo è stato un maestro e un padre fondatore”.