CELLULE STAMINALI: STUDENTI UNIVERSITARI DI MILANO, "INACCETTABILE L’ETICA A STADI" (2)

La teoria dell’etica "a stadi" – dicono gli studenti nella lettera aperta alla prof. Cattaneo – assegna "un livello più basso alla persona non ancora completamente sviluppato (embrioni e feti) rispetto al livello umano vero e proprio. Ma – aggiungono – questo non equivale a formulare una scala di dignità basata sulle potenzialità che essa può raggiungere?". "Potremmo per esempio avere gli schizofrenici, i down, i malformati, ad occupare stadi leggermente inferiori a quello di un adulto considerato sano … una classificazione che ci risveglia sinistri ricordi". Gli studenti proseguono affermando che "ancor più ci sconcerta l’affermazione, emersa durante il convegno, che ‘è giusto usare embrioni umani, così salveremo la vita a molti animali che oggi dobbiamo sacrificare alla ricerca’". Gli studenti mettono in luce che "ci atteggiamo a intransigenti ricercatori, giustamente rigorosi, quando si parla di Dna, codice genetico, cellule toti-potenti, mentre lasciamo campo libero alle più svariate interpretazioni su problemi come la vita e l’etica", concludendo che "non abbiamo bisogno di attendere ulteriori progressi della ricerca scientifica … per stabilire che, se un embrione non viene soppresso, si mostrerà quell’individuo umano che è fin dall’inizio".