DIRITTO ALLA VITA: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana.

"Continuamente, perciò, il cristiano è chiamato a mobilitarsi per far fronte ai molteplici attacchi a cui è esposto il diritto alla vita": ancora una volta il Papa, questa volta in occasione dell’assemblea generale della Pontificia Accademia per la vita, è stato chiaro e stringente. E ha risposto alla domanda, implicita o esplicita, che molti si pongono a proposito della ragione profonda della "intransigenza" su quelli che lo stesso Benedetto XVI ha definito "principi non negoziabili". In gioco, però, non c’è assolutamente un mero riflesso difensivo. La priorità è "la formazione di una coscienza vera, perché fondata sulla verità e retta, perché determinata a seguirne i dettami, senza contraddizioni, senza tradimenti e senza compromessi". Questo impegno peraltro non è astratto, ma insiste su una situazione storica dialettica, in cui occorre operare con determinazione: "In queste situazioni la coscienza – ha spiegato nello stesso discorso – talora sopraffatta dai mezzi di pressione collettiva, non dimostra sufficiente vigilanza circa la gravità dei problemi in gioco e il potere dei più forti indebolisce e sembra paralizzare anche le persone di buona volontà". Andiamo insomma alla radice del magistero del Papa, così come l’ha sintetizzata al Convegno ecclesiale di Verona, quando ha invitato a "un impegno a tutto campo, sul piano del pensiero e dell’azione, dei comportamenti personali e della testimonianza pubblica", che ha come suo motore "la forte unità tra una fede amica dell’intelligenza e una prassi di vita caratterizzata dall’amore reciproco". Raggiunge così le conclusioni del dialogo dello stesso Ratzinger con Jürgen Habermas alla Katholische Akademie di Monaco il 19 gennaio 2004, sul fatto che "la fede cristiana e la razionalità laica occidentale", sono "i due partner principali nel contesto interculturale della modernità". Essi insieme sono chiamati a un nuovo incontro e a un rapporto di scambio con le altre culture dell’orizzonte globale, affinché "esse si aprano spontaneamente alla complementarietà essenziale di ragione e fede": il circuito virtuoso di sviluppo della modernità occidentale è chiamato oggi a confermarsi e a confrontarsi con un orizzonte globale e planetario. L’imminente ottavo Forum del progetto culturale, il 2-3 marzo, ritorna proprio su questo dinamismo a proposito di un tema – "La ragione, le scienze e il futuro delle civiltà" – sufficientemente ampio per aprirsi ad apporti molteplici e sufficientemente stringente per chiamare a un impegno creativo: non è un caso che il termine futuro ritorni per la quarta volta nel tema del Forum. Con la consapevolezza che il dibattito culturale non è confinato nell’accademia. Si intreccia con quello del "discernimento", ribadito dal Convengo di Verona e con le forme concrete della presenza dei cattolici nella società italiana.