Si diffonde, così, la figura del "cyberdoctor", che "prescrive lo psicofarmaco senza alcuna relazione personale col paziente, dando spazio ha detto Gerra da un lato all’abuso, dall’altro a forme di tutela della privacy di fronte a malattie, come quelle psichiatriche, che hanno ancora uno stigma sociale". "Oggi è punita meno la contraffazione dei farmaci che la contraffazione delle griffe di abbigliamento o accessori", ha lamentato l’esperto, soffermandosi tra l’altro sui legami di alcune farmacie su Internet con le organizzazioni criminali. "Oggi la criminalità organizzata ha riferito Gerra sta acquistando palestre: secondo un recente studio svizzero, infatti, il 13% di quelli che praticano il fitness usano sostanze controllate, legali e non prescritte, per accompagnare il loro percorso di allenamento". Tra i medicinali più venduti nelle farmacie "on line" figurano antidolorifici, tranquillanti (come benzodiazepine, dopamine e barbiturici), anoressizzanti e stimolanti (come le anfetamine e i derivati) ma anche ergogenici, per una sorta di "doping artigianale". Tra le proposte dell’Incb per contrastare la crescente tendenza all’uso di farmaci contraffatti, "aumentare l’efficacia dei sistemi di controllo e le sanzioni, prestare particolare attenzione alla formazione dei professionisti della salute" ed elaborare apposite "linee guida".