"È quanto mai emblematico, proprio dal punto di vista ecclesiale della festa" – ha sottolineato mons. Romeo – che l’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, "abbia deciso di immettere la celebrazione delle esequie proprio all’interno della solenne celebrazione eucaristica" invitando a rifuggire "da tutte quelle forme che potrebbero lasciar intendere una certa strumentalizzazione della festa cristiana, per ragioni che nulla hanno a che vedere con Gesù Cristo e con la stessa sant’Agata". "Come il padre non ha abbandonato il figlio Gesù al potere della morte ha aggiunto mons. Romeo così non ha abbandonato Agata nel momento più tragico della sua vita, e così non abbandona la famiglia Raciti, non abbandona questa città, non abbandona tutti coloro che fedelmente adempiono ai doveri connessi con gli impegni pubblici o privati assunti". "Se è vero che nel nostro contesto sociopolitico a nessun cristiano viene chiesta l’effusione del sangue ha concluso non è tuttavia meno vero che di fronte alle molteplici difficoltà e anche nelle circostanze più ordinarie il cristiano è chiamato con la grazia di Dio invocata nella preghiera a un impegno talvolta eroico, sostenuto dalla virtù della fortezza".