"È nelle situazioni del quotidiano che può nascere l’accompagnamento alla fede; un primo annuncio che si sviluppa in una comunità che sa dare vita a relazioni significative con le persone nel concreto dei loro vissuti". Ne è convinto mons. Walter Ruspi, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale della Cei, che, intervenendo oggi al convegno nazionale per assistenti diocesani e parrocchiali dell’Azione Cattolica italiana su "Noi lo annunciamo a voi. La comunicazione della fede alle nuove generazioni", ha affermato: "Per i giovani il primo annuncio può essere un ottimo inizio, ma occorre poi mettere in atto decisioni mature responsabilizzandoli a divenire essi stessi protagonisti di primo annuncio ad altri". Per Silvio Crudo, delegato regionale Ac per il Piemonte e la Valle d’Aosta, occorre innanzitutto "far intuire alle persone che esiste una possibilità di vita buona che, pur non svuotando di fatica la propria esistenza, le dà un senso". E per questo non servono persone professionalmente qualificate, ma gente che "sappia trasmettere nella relazione con l’altro la sapienza che deriva dall’incontro con il Vangelo". Domani mattina, dopo la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, i partecipanti prenderanno parte all’Udienza generale con Benedetto XVI.