"Un’opportunità affinché tutta la società civile si renda conto che il fenomeno del bullismo non può essere lasciato a se stesso", ma al contrario va affrontato attraverso "un’azione di sistema" che "coinvolga tutta la società civile". Così Luciano Corradini, pedagogista e presidente onorario dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti medi), definisce la circolare inviata ieri dal ministro Fioroni a tutte le scuole. Il "pacchetto" antibullismo – dichiara Corradini al SIR – "evita di considerare l’emergenza bullismo come il centro della scuola: è un’emergenza, e come tute le emergenze va presa in considerazione seriamente, ma senza ignorare altere emergenze, magari meno enfatizzate dai media, e soprattutto senza nascondere la presenza di altre energie sane ancora molto presenti nel mondo scolastico". Il bullismo, spiega infatti Corradini, "è il segno di un degrado che nasce dall’incapacità di pensare e rappresentare se stessi in termini positivi", perché trova le sue radici "nell’orientamento della mentalità di tutta la società, che invece di orientare a fare il bene, orienta alla distruzione". In questo contesto, per l’esperto, l’iniziativa del ministero può essere uno stimolo a "recuperare la dimensione preventiva dell’educazione", in modo che "tutto il sistema sociale e istituzionale si renda conto dei suoi doveri comuni".