ACCANIMENTO TERAPEUTICO: DALLAPICCOLA (SCIENZA E VITA), "OCCORRE FARE CHIAREZZA"

"Sul tema dell’accanimento terapeutico entro certi limiti si può arrivare ad una posizione condivisa". Questa l’opinione espressa da Bruno Dallapiccola, co-presidente dell’associazione "Scienza e vita", aprendo l’incontro dibattito, promosso, stamattina a Roma, dalla stessa associazione, sul tema "Di fronte all’accanimento terapeutico". "L’articolo 16 del codice deontologico – ha chiarito Dallapiccola – stabilisce che c’è un limite all’intervento del medico oltre il quale si sconfina nell’accanimento terapeutico. Da medico il tema dell’accanimento terapeutico mi sembra eccessivamente enfatizzato. Infatti, quando un medico agisce in una situazione acuta, solo dopo può rendersi conto di aver fatto eventualmente qualcosa di più del dovuto". Che si tratti di un tema complesso lo dimostrano, a giudizio del co-presidente di "Scienza e vita", i fatti recenti (l’anestesista Mario Riccio assolto dall’Ordine dei medici di Cremona, quando il Consiglio superiore di sanità non aveva riscontrato nelle cure garantite a Welby gli estremi dell’accanimento terapeutico, n.d.r.): "Ci sono delle zone grigie – ha detto – che bisogna delineare per fare chiarezza". Anche Maria Luisa Di Pietro, co-presidente di "Scienza e vita", ha evidenziato come "nell’ultimo periodo ci sia molta confusione su accanimento terapeutico e eutanasia perché alle parole non si dà lo stesso significato".