ACCANIMENTO TERAPEUTICO: SCIENZA E VITA, "PREMATURO LEGIFERARE SUI PROBLEMI DI FINE VITA"

A bilancio dell’incontro promosso oggi a Roma sull’accanimento terapeutico, l’associazione "Scienza & vita" ritiene che "sia prematuro e rischioso legiferare sui problemi di fine vita. Il timore è che più che evitare un non ancora definito ‘accanimento terapeutico’, si possa, anche involontariamente, correre il rischio di legittimare sia l’abbandono terapeutico sia le pratiche eutanasiche". Inoltre, l’associazione rilancia alcune domande: "Se oggi, a proposito del consenso ‘informato’, il paziente venga realmente messo nelle condizioni di capire e di scegliere il programma terapeutico che gli viene proposto" e "se non sia pericolosa l’introduzione di una divisione tra ‘vita biologica’ e ‘vita personale’, che porterebbe ad una ingiustificata discriminazione di quanti non sono in grado di relazionarsi e che per questo motivo vengono esclusi dalla tutela dei diritti umani fondamentali". Rispetto alla questione se l’accanimento terapeutico possa essere definito solo in base a criteri soggettivi o anche oggettivi, è chiaro che "la definizione di cosa sia o non sia accanimento terapeutico va contestualizzata all’interno di una relazione di cura tra medico e paziente. E’ evidente, allora, come sia impraticabile la proposta di un’espressione di volontà da parte del paziente, da realizzarsi al di fuori di un ben definito contesto clinico e relazionale".