La Chiesa dell’India è minacciata quotidianamente dai fondamentalisti, mentre in Burundi, pur essendo un Paese a maggioranza cattolica, "si combatte ancora la violenza e la fame". Molti gli argomenti della conferenza stampa che si è svolta oggi a Roma in occasione del 31° Convegno dei vescovi amici del Movimento dei Focolari, subito dopo l’incontro con il Papa. Il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, venuto dal "Paese più ateo di Europa", ha detto che nella Repubblica Ceca "si sente un risveglio di spiritualità e la gente cerca qualcuno". Il card. Telesphore Placidus Toppo, arcivescovo di Ranchi e presidente della Conferenza episcopale dell’India (il primo cardinale appartenente ai fuori casta), ha raccontato di essere stato minacciato più volte dai fondamentalisti: "il 25 gennaio scorso quelli che pensano che i cristiani devono andare via dall’India hanno bruciato in piazza un pupazzo che mi raffigurava. Ma noi restiamo! La parola ‘disperati’ non esiste nel nostro vocabolario". Mons. Jean Ntagwarara, vescovo di Burbanza e presidente della Conferenza episcopale del Burundi, ha parlato della sua esperienza in prigione nel 1972: "Mi sono salvato miracolosamente dalla morte". Dodici seminaristi che condividevano la cella con lui sono stati uccisi il giorno della sua liberazione. Da allora negli scontri tra hutu e tutsi nel suo Paese sono morte oltre 550.000 persone. ” ” ” “