CHIESA E OPINIONE PUBBLICA: COZZOLI (UNIVERSITÀ LATERANENSE), "L’OMOLOGAZIONE LAICISTA DELLA GRANDE STAMPA" (3)

Con temi come procreazione artificiale, aborto, pacs, eutanasia "non sono in gioco beni indifferenti e opinabili, ma beni morali come la vita, la famiglia, la formazione dei giovani, la solidarietà, il bene comune" e "la Chiesa non può non far sentire la sua voce. Non si tratta mai per essa di far valere verità e doveri di fede, ma di morale a tutela dell’uomo, della sua dignità e del suo sviluppo". Nasce di qui, afferma Cozzoli, "il non possumus di Avvenire. Non è un dictate politico: è un confine morale, umanamente invalicabile. Perché l’umano non è una scatola vuota che chiunque può riempire come crede. E’ invece strutturato di verità e valori non negoziabili da cui tutti siamo obbligati". "Si tratta allora di aprirsi al dialogo che comincia dall’ascolto e si fa parola. Una parola anche critica, ma sul piano dell’intelligenza, vale a dire delle argomentazioni, delle motivazioni, e della costruttiva dialettica democratica. Non delle precomprensioni ideologiche e delle preclusioni partigiane. E’ per questo che un giornalismo che si straccia le vesti di fronte al non possumus di cittadini non disposti a negoziare tutto, dominato dal “pensiero unico” imposto dal laicismo à la page, incapace di un guizzo autocritico, è un giornalismo che dovrebbe porsi serie domande".