FEDE E CULTURA: CARD. POUPARD, NO A UN CRISTIANESIMO "RINUNCIATARIO", SÌ A UNA PASTORALE CHE PARTA DA "DOMANDE VERE"

Per reagire al "grande disorientamento" che caratterizza oggi "molte proposte culturali, religiose e spirituali", c’è bisogno della "maturazione di coscienze cristiane adulte e ben preparate, attrezzate a distinguere la polivalenza dei segni, a parlare linguaggi comprensibili e significativi, a proporre occasioni di dialogo e di ricerca comune". Lo ha detto il card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, intervenuto oggi a Roma al Convegno nazionale degli assistenti di Azione Cattolica. Tra le "sfide di primaria importanza" da affrontare, il cardinale ha citato il "problema delle vie verso la pace", per scongiurare il "minaccioso" pericolo di uno scontro tra culture e religioni, "il crescente pluralismo, la globalizzazione, la mobilità". Per "ridar vita a un mondo scristianizzato", sul piano pastorale occorre secondo Poupard "partire da domande vere, e suscitare nei cuori, con la parola e la testimonianza vissuta, l’interesse alla ricerca del senso e alla questione di Dio". "Abbiamo risposte favolose, ma manca la domanda", ha osservato infatti il cardinale, secondo il quale "a volte la pastorale pone domande che non interessano a nessuno o risponde a interrogativi che nessuno pone".